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Le condizioni ambientali della montagna hanno permesso l'allevamento
zootecnico bovino per la produzione di latte e derivati: questi hanno
il pregio di avere sapori e profumi ben evidenziati, per via dei pascoli
magri dove vegetano essenze locali che donano ai prodotti una specifica
e naturale supremazia. Con le migliaia di capi di bestiame che possiede,
la provincia di Ragusa gareggia con altre province siciliane per contendersi
il primato della quantità. Ma ha un grande vantaggio rispetto alle
altre: la supremazia della qualità, ad esempio, che deriva dalla
razza allevata dei bovini, la Modicana e la Frisona. La razza Modicana,
infatti, dal tipico mantello bruno tonaca di monaco, è molto rustica,
resistente alle malattie, con alta e buona prolificità, e carni
saporitissime; ha il "difetto" di produrre modeste quantità
di latte. L'integrazione di queste due razze, negli allevamenti del Ragusano,
consente oggi di poter disporre di un notevole quantitativo di carni locali
e di prodotti lattiero-caseari di grande qualità ed interesse.
Numero capi bovini: 76.600.
Allevamenti ovini: sono concentrati in pianura; scarsa in verità
la produzione di formaggio pecorino che ne deriva, in quanto gli allevatori
- oltre che dedicarsi all'allevamento di agnelli per il macello - tendono
maggiormente a soddisfare le richieste dell'eccellente ricotta "di
pecora". Sotto questa voce sono compresi gli allevamenti sia di pecore
(in predominanza) sia di capre. Tutti gli allevamenti sono in mano a pastori
che conducono l'antica vita pastorale, ricoverando gli animali di notte
nelle "mandrie" (piccoli recinti) e facendoli pascolare su terreni
liberi nelle proprietà di terzi. Sia le pecore che le capre appartengono
a razze comuni, ma sono i grassi pascoli e le essenze caratteristiche,
variabili a seconda della stagione, che consentono di ottenere un saporitissimo
latte. Numero capi ovini e caprini: 53.000.
Anche gli allevamenti suini risentono non solo delle essenze aromatiche
dei pascoli, ma anche dell'aria asciutta e ventilata dei rilievi che consente
la perfetta maturazione delle loro carni. In verità questo odierno
tipo di allevamento "razionale" non rientra nelle antiche tradizioni,
ma si origina da appena pochi anni a questa parte. Un tempo, quando era
consistente la popolazione rurale, in ogni casa di campagna si allevava
qualche maiale, le cui carni erano destinate ai consumi familiari per
le festività e per farne insaccati quali provviste invernali. Non
esistendo quasi più famiglie che vivono in campagna, scompare il
suino allevato in casa, mentre invece aumenta la richiesta delle sue carni.
Ecco quindi nascere l'esigenza degli allevamenti suini, stavolta però
con razionali porcilaie, al fine di consentire una maggiore disponibilità
di questi animali da carne, nel rispetto della qualità e della
normativa sanitaria vigente. Nella provincia questi allevamenti sono concentrati
nei comuni di Modica, Ispica e Scicli. Numero capi suini: 64.000.
In questi ultimi decenni ha trovato un considerevole sviluppo l'allevamento
avicolo, con estesa produzione di uova e polli da carne. Fino agli
anni '40, era impensabile che si potessero allevare polli in quantità
tale da rendere il pollame carne di ogni giorno. Le sempre più
sofisticate tecnologie, il costo più modesto rispetto ad altre
carni, la sapidità hanno fatto si che in Italia si consumino polli
con ritmo sempre crescente. Naturalmente non potevano mancare, nel Ragusano,
alcuni allevamenti di polli, tra i quali uno esemplare nel Modicano,
che ha assorbito una grande fetta del mercato provinciale. Certamente
non sono i "polli ruspanti" che ogni famiglia teneva nelle campagne,
non si hanno più le classiche galline vecchie, né si allevano
galli e capponi per le feste comandate. Ma è cosa certa che i polli
di allevamento della provincia si distinguono per sapidità e compattezza.
Numero capi di pollame da carne: 4-5 milioni l'anno. Numero capi di pollame
da uova: 1 milione l'anno.
Fonte
Giuseppe Coria, Ragusa produce, Profumi e sapori degli iblei, Camera di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ragusa, 1992
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