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Da
tempo immemore, nella montagna, in collina ed in pianura, i cereali hanno
avuto un ruolo dominante nella provincia iblea. Le diversificazioni e
trasformazioni colturali, nel tempo, hanno fatto concentrare le attuali
coltivazioni di cereali soltanto laddove manca l'acqua, nelle aree di
più difficile accesso e nei terreni che, non avendo un substrato
profondo, non consentono altri tipi di coltivazione.
La cerealicoltura nel Ragusano, di cui si hanno tracce nel villaggio neolitico
di Stentinello, vicino Siracusa, il cui insediamento si fa risalire al
3000 a.C., non è mai cessata; solo nell'epoca moderna ha subito
una flessione per via del territorio che è stato intensamente coltivato
con altre colture agricole. Oggi si coltiva frumento soprattutto nell'altopiano
di Ragusa, nei territori di Modica, Monterosso e Scicli, Comiso, Vittoria,
Giarratana, Ispica, Santa Croce, Chiaramonte Gulfi.
La predominanza quasi assoluta è data dal frumento a "grano
duro", utilizzato non solo per la produzione della pasta, ma anche
del pane. Dalla farina di grano duro - vale la pena ricordarlo - si ottengono
le semole ed i semolini, che hanno maggior quantità di proteine,
minerali e vitamine rispetto agli sfarinati di grano tenero.
Per completezza vanno ricordate, nel settore cerealicolo, anche le produzioni
di avena, orzo e fave da granella, impiegati quasi esclusivamente per
uso alimentare animale.
Pane: le diverse
specie di pane variano in base ai diversi ingredienti. C'è pane
di farina a grano duro, a grano tenero, con sfarinati misti, con farina
integrale; ci sono pani per i quali è stato impiegato il lievito
naturale, od il lievito di birra; ci sono pani, ancora, i cui tempi di
lievitazione sono diversi, influendo così nel sapore, nel colore,
nella struttura, ci sono infine pani ai quali sono stati aggiunti grassi,
e/o latte, sesamo, olive e così via. Di forni e panetterie ne esistono
moltissimi in provincia, tutti ben forniti e con una gamma di prodotti
che attira e invoglia il consumatore all'acquisto. Degni di nota i cosiddetti
"pani speciali", alcuni dei quali si preparano ancora oggi soprattutto
in casa, quasi esclusivamente per determinate festività: il "pane
di capodanno" a Modica; la "cucchia" nel Ragusano (pane
devozionale a forma di due mezzi panini accoppiati, a simboleggiare una
coppia di buoi); la "cudduedda", ovunque in provincia, piccoli
pani a forma di bambole, pupi, animali; i pani di pasqua contenenti uova.
Pasta: alla rinomata
industria molitoria si affianca una altrettanto rinomata industria per
la fabbricazione della pasta, e questo fin dai primi decenni del secolo
scorso. A fianco della pasta secca, industriale, esiste la produzione
della pasta fresca da parte di apposite botteghe artigiane, le quali mantengono
viva l'antica tradizione. In questo quadro di produzione, è facile
intuire come la tecnologia - industriale ed artigiana della pasta - si
sia dovuta adeguare alla domanda della totalità dei consumatori,
divenuti ormai competenti ed intenditori per antica esperienza: ciò
significa che la pasta di produzione locale è eccellente.
Fonte
Giuseppe Coria, Ragusa produce, Profumi e sapori degli iblei, Camera di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ragusa, 1992
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