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La tradizione
casearia del Ragusano affonda le sue radici nella storia: da tempo immemore,
infatti, nell'altopiano (Ragusa, Modica, Chiaramonte, Molterosso) sono
sempre stati allevati bovini per la produzione di latte e di carni, mentre,
nelle altre zone della provincia (Acate, Vittoria, Comiso, Santa Croce),
gli allevamenti ovicaprini, di notevole importanza, hanno fornito e forniscono
latticini di grande qualità.
Non a caso, proprio in queste terre si produce il rinomato Formaggio ragusano
a Denominazione di origine protetta, da latte vaccino crudo della razza
Modicana, a pasta filata e salata. Caratteristiche le forme a parallelepipedo
e a fiaschetta, quest'ultima detta impropriamente provoletta. È
uno dei simboli della storia gastronomica della provincia, un tempo chiamato
"caciocavallo ragusano", per la tecnica di asciugatura "a
cavaddu" (a cavallo) di un asse.
Tra le altre produzioni tipiche, ed ormai rinomate per le qualità
e caratteristiche del latte, nonché per i metodi di lavorazione
e stagionatura, vanno ricordati i seguenti prodotti caseari.
Pecorino.
Di formaggi pecorini se ne producono ovunque, ma nel Ragusano assumono
un sapore particolare per due precisi motivi. Per i pascoli della pianura,
variabilissimi secondo stagione, ma sempre ricchi di una flora spontanea
carica di essenze, che donano al latte una fragranza unica. Per l'artigianale
quanto ancestrale tecnica di produzione, che si basa sull'uso del latte
intero, senza mescolamenti con altro latte proveniente dai bovini, e sull'uso
del caglio animale e non artificiale.
Ricotta.
Nel Ragusano si fa un grande uso e consumo di ricotta, che in verità
ha due ben precise differenziazioni organolettiche, a seconda se proviene
da latte di mucca o da latte di pecora: quest'ultima è esaltante
per la finissima struttura, leggerezza, aroma.
Mozzarelle.
Notevole la produzione di mozzarelle locali, che ormai hanno sostituito
quelle di antiche e tradizionali aziende del Settentrione, le quali, un
tempo, avevano l'esclusività del mercato. Le nuove abitudini alimentari
hanno consentito un affinamento di questo latticino, che arriva appena
fatto al mattino nei negozi di distribuzione.
Burro.
Benché l'uso del burro non faccia parte delle tradizioni isolane,
il suo impiego, per la maggiore diffusione della gastronomia nazionale,
viene spesso richiesto localmente. Ed ecco il burro ragusano, che si differenzia
per un colore naturalmente più giallo e per un sapore spiccato
ed evidenziato.
Fonte
Giuseppe Coria, Ragusa produce, Profumi e sapori degli iblei, Camera di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ragusa, 1992
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