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Nella provincia iblea, per antica tradizione e per la vicinanza di una
magnifica ed estesa riviera, si è da sempre avuta l'abitudine di
consumare pesce di mare. Anche i comuni di montagna e dell'interno venivano
riforniti, fin da tempi antichi, dai "corrieri del pesce", muniti
di appositi quanto veloci calessini, che trasportavano il pescato in ogni
dove.
Il pesce d'acqua dolce pur non costituendo un cibo usuale veniva consumato
in special modo da chi viveva in prossimità di fiumi, ruscelli,
torrenti, sorgenti d'acqua; si mangiavano anguille, carpe, cefali, lucci
e rotelle.
Oggi, nei consumi moderni, c'è la tendenza ad allargare la scelta
dei cibi, a provare nuove specialità alla ricerca di nuovi gusti,
ad alternare i consueti pesci di mare con pesci di acqua dolce. In questo
quadro ovunque sono sorti allevamenti ittici e anche nella provincia ragusana
è nato un allevamento, che fornisce in particolare trote ed anguille.
La posizione orografica, il rifornimento idrico da sorgenti e l'ottima
tecnologia di allevamento consentono di utilizzare piacevolissimi pesci,
dal sapore genuino, a buon prezzo e, quel che più conta, sicuramente
freschi.
Per quanto concerne il pescato marino, ha caratteristiche particolari
di eccellenza, per via del singolare habitat, della flora e della fauna
proprie del tratto di mare - pulitissimo - che va da Scoglitti a Pozzallo,
estendendosi per circa 90 chilometri di costa. Alghe e plancton rendono
i pesci gustosissimi e saporosi. Nella provincia di Ragusa sarde e acciughe
hanno sempre avuto un grande gradimento, sia allo stato fresco per la
preparazione di specialità gastronomiche locali, sia per il consumo
sotto sale: a riguardo basterà ricordare che fino alla metà
di questo secolo esistevano in tutti i comuni marinari numerosissime industrie
per la loro conservazione.
Nel mare ibleo, inoltre, vengono pescati facilmente: seppie, calamari,
triglie, merluzzi, marmore e non mancano orate e dentici, sogliole e spigole;
senza contare tutta quella serie di pesci che portano il nome di murene,
palombi, gronghi, vope, razze, rombi, che fanno felici schiere di golosi
amatori. Vale la pena ricordare ancora la presenza, lungo tutta la costa,
di notevoli colonie di ricci di mare e la onnipresenza di innumerevoli
patelle: anche se questi due ultimi esemplari della fauna marina non costituiscono
un bene economico nel settore pesca, danno però la precisa misura
della sanità di questo mare, fortunatamente esente da ogni inquinamento.
La gastronomia del pesce ha larga possibilità di impiego; ma le
preferenze della popolazione della provincia vanno verso il pesce arrostito
o fritto; seguono le zuppe di pesce; quindi il pesce in umido ed "alla
matelotte".
Fonte
Giuseppe Coria, Ragusa produce, Profumi e sapori degli iblei, Camera di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ragusa, 1992
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