La tipicità di un prodotto è data dal suo gusto finale e dalla costanza dei sapori. È il risultato di particolari tradizioni - l'abilità e l'esperienza dell'artigiano, fattori naturali ed ambientali, strumenti utilizzati, tecniche di lavorazione, presenza di determinati ingredienti - che rendono il prodotto unico e caratteristico.
Tutte queste componenti, in maggiore o minor misura, concorrono a rendere i prodotti trasformati del Ragusano vere e proprie specialità, che meritano di essere conosciute, diffuse e costantemente commercializzate. Ciò a favore delle aziende produttrici, naturalmente, ma anche per il consumatore, sempre più attento alla qualità, alla genuinità, alla piacevole ricerca di sapori nuovi e "diversi".
Frutta secca: da secoli il patrimonio locale in tale ambito è costituito dal carrubo, prodotto in quantità massicce, e dal mandorlo, prodotto anch'esso in quantità notevoli. Il mandorlo è un albero originario dell'Oriente, che ha trovato nel territorio ibleo il suo habitat ideale. La fioritura, spettacolare, ha inizio fin dal mese di gennaio, mentre i frutti arrivano a maturazione nel mese di agosto. Le mandorle, utilizzate soprattutto nella pasticceria, possono essere: a guscio duro e a guscio fragile, o, più comunemente, amare e dolci. Il carrubo nel Ragusano, una delle poche aree dove vegeta in Europa, è coltivato in terreni aridi ed impervi, spesso consociato a mandorli ed olivi. Il frutto è un baccello allungato che matura nel mese di settembre. La polpa è carnosa, dolciastra, piacevole al gusto sia cruda che tostata, e si utilizza soprattutto in campo dolciario, medico e per la produzione di distillati.
Conserve alimentari: la conservazione dei cibi nasce dalla opportunità e necessità di far fronte ai periodi di magra. Ai nostri giorni abbiamo congelati e surgelati; prodotti disidratati e liofilizzati e conserve inscatolate mediante le più diverse tecnologie. Nella provincia di Ragusa, si sono originate altre piccole ma efficienti aziende, che trasformano alcuni prodotti locali in specialità tradizionali, per la loro lunga conservazione a scopo alimentare. Aziende che hanno sostituito la manualità casalinga, offrendo al consumatore specialità insostituibili, come: olive (in salamoia; sott'olio; condite ed aromatizzate; farcite); pomodori secchi; capuliàtu; estratto di pomodoro; melanzane e peperoni sott'aceto; funghetti; caponate.
Apicoltura: il miele che nasce sui monti Iblei è stato ricordato da tutti i più antichi scrittori greci e latini quale il migliore tra tutti: così Apuleio, Dioscoride, Virgilio, Ovidio, Silio, Marziale, Marrone e tanti altri. Ma anche nei successivi momenti della nostra civiltà, il miele ibleo è stato sempre esaltato, descritto e decantato. Il motivo è chiaro: esso è arricchito da essenze e da aromi caratteristici, a volte unici, che le api trasferiscono al prodotto dopo averli elaborati dalla flora locale, particolare e complessa. Le tipologie più frequenti sono: miele di satra, proveniente dal timo selvatico, miele di zagara, raccolto dalle api dai fiori degli agrumi, miele di carrubo, in prevalenza tratto dai fiori della omonima pianta, miele millefiori, che proviene dalla multiflora mediterranea.

Fonte
Giuseppe Coria, Ragusa produce, Profumi e sapori degli iblei, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Ragusa, 1992